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Pieve di Cadore

Localizzata a 878 metri, Pieve di Cadore rappresenta la porta naturale per entrare nel cuore delle Dolomiti Bellunesi e costituisce il fulcro culturale ed amministrativo del Cadore.
Particolarmente rinomata per le sue bellezze naturalistiche e per le tante passeggiate di varia difficoltà, questo centro di vacanza è consigliato per chi desideri ritagliarsi un periodo di completo relax immerso in un ambiente di suggestiva bellezza. Oltre alle attrattive paesaggistiche, 
Pieve offre al turista numerosi reperti archeologici, resti di necropoli di epoca preromana. Intorno al 1500, a Pieve nacque Tiziano Vecellio, il grande pittore rinascimentale che trascorse qui la sua infanzia.

Passeggiate a Pieve di Cadore

Il territorio circostante al centro di Pieve offre molte possibilità per escursioni di varia difficoltà adatte a podisti di ogni tipo. Di seguito alcune tra le più belle passeggiate da effettuare con partenza da Pieve di Cadore.

Partenza da Parco Roccolo verso Sant’Alipio

Dal centro si imbocca un comodo sentiero che costeggia il Parco Roccolo dirigendosi verso un ampio bosco di abeti e larici; si tratta di una passeggiata estremamente semplice ed adatta a tutti che, dopo 10 minuti di percorrenza, raggiunge una scenografica terrazza sospesa nel vuoto, da cui è possibile ammirare un panorama mozzafiato del gruppo delle Marmarole, del Tudaio, del Montanel che incorniciano il Lago del Centro Cadore. Arrivando al Parco di sant’Alipio è possibile percorrere diversi sentieri attraverso cui si aggira il Monte Ricco per raggiungere i Forti.

I Forti di Monte Ricco

Partendo da Pieve si percorre la comunale per Sottocastello fino al monumento di Pietro Fortunato Calvi, martire di Belfiore; al bivio si prosegue in salita attraversando un’area boschiva protetta fino a raggiungere il Forte del Monte Ricco, da cui si gode un panorama indimenticabile. La struttura fortilizia risalente ad epoca antecedente alla Prima Guerra Mondiale si presenta parzialmente diroccata, anche se l’architettura del sistema difensivo offre la possibilità di analizzare la struttura degli edifici militari di quel periodo. Trattandosi di una postazione pericolante è necessario porre estrema attenzione nell’avvicinarsi.

Visita alla Diga

Dal centro di Pieve si raggiunge in auto la frazione di Sottocastello dove, dopo un percorso molto vario che a un certo punto attraversa anche una galleria, si giunge alla diga. Sostando presso la base dello sbarramento idroelettrico è possibile apprezzare l’imponenza della struttura, sul cui arco è stata allestita una palestra di arrampicata voluta dai Ragni di Pieve; in estate vengono qui organizzate imprese dei climbers. Attraversata la sommità dell’arco si prosegue costeggiando il perimetro del lago.

La lunga via delle Dolomiti

Si tratta di una passeggiata attraverso la pista ciclabile che parte dal centro di Pieve dirigendosi verso Sottocastello e proseguendo per Tai fino a San Vito di Cadore e, per i più allenati, fino a Cortina d’Ampezzo; un’alternativa è quella di raggiungere Calalzo costeggiando lo stadio del ghiaccio per continuare verso la Valle del Boite.

Da Pieve di Cadore a Valle

Si tratta di un’agevole passeggiata in pianura che parte da Pieve, Tai e Nebbiù per raggiungere Valle; le possibilità sono diverse così come le percorrenze, preferibilmente in pista ciclabile.

ll Cadore è un’affascinante regione del Veneto, dalla ricchezza storica e naturalistica straordinaria. Le Dolomiti, con le loro alte vette innevate, vegliano da sempre sulle valli e sui borghi cadorini, quali Lorenzago, Domegge, Vigo e soprattutto Pieve di Cadore, città natale del grande pittore Tiziano.

Il Parco Roccolo di Sant’Alipio

Una delle tante bellezze di Pieve di Cadore è strettamente legata al suo territorio: si tratta del Parco Roccolo di Sant’Alipio, il cui nome deriva dalla presenza del roccolo, postazione di caccia ancora perfettamente visibile a tutti coloro che raggiungono l’area.
Il Parco Roccolo è uno splendido luogo immerso tra conifere e faggete sito in cima al Monte Castello: le stagioni contribuiscono a rendere magico questo parco, dall’estate alla primavera, quando la zona diventa una tavolozza di colori, all’autunno quando l’aranciato ammanta le fronda degli alberi fino all’ovattato e nevoso inverno.
Il Parco Roccolo è una delle principali 
attrazioni turistiche di Pieve di Cadore, in particolare per le famiglie che vi troveranno zone ristoro, un solarium ed aree giochi per bambini, con tanto di fontanelle e panchine. Proprio i più piccoli troveranno nel parco un vero mondo delle fiabe, vista la presenza della biblioteca degli gnomi ma soprattutto della Casa di Babbo Natale, dove Santa Claus attenderà nel periodo dell’Avvento i bambini con le loro loro sentite letterine.
Tra fitta boscaglia montana sorgono poi belvedere lignei con vista sui massicci dolomitici di Spalti di Toro e di Marmarole, sui tetti dei borghi cadorini e sul lago artificiale di Centro Cadore: non si può dall’alto fare a meno di notare l’isolotto verdeggiante che emerge dalle acque dello specchio d’acqua. Si narra che in un passato assai lontano fosse collegato alle sponde da un ponte di origine addirittura pre-romana.

Altri luoghi simboli di Pieve di Cadore

Dalla centrale Piazza Tiziano di Pieve di Cadore, dove spicca la statua bronzea del famoso pittore, parte un percorso che porta al Parco Roccolo di Sant’Alipio toccando i luoghi simbolo del paese. Tra questi non si può non menzionare la casa natale del pittore cadorino, con tanto di mobilio originale, e l’ex Forte di Monte Ricco che, sin dall’epoca romana, ha costituito un importante baluardo difensivo: la sua torre, inoltre, è presente nello stemma del Cadore, insieme a quella del Castello di Botestagno. Non bisogna infatti dimenticare che proprio questi monti furono teatro delle vicende dell’eroe risorgimentale Pier Fortunato Calvi che, nel 1848, lottò contro l’esercito imperiale che, provenendo dalla Valle del Boite, era diretto verso il maresciallo Radetzky.
I sentieri panoramici che attraversano questi luoghi sono stati percorsi anche dallo scrittore Giosuè Carducci che talmente si innamorò del Cadore da dedicare a questa regione una famosa ode.
C’è infine il Museo degli Occhiali, dove sono esposti centinaia e centinaia di montature con la finalità di ripercorrere la storia dell’occhiale sin dagli albori: il Museo è inoltre sede di numerosi eventi e rassegne.

 

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